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Alberi tagliati: violata la direttiva europea sulla conservazione degli uccelli

Alberi abbattuti e da ripiantare: chiesta maggiore trasparenza

Contro l'abbattimento degli alberi nella Capitale, scende in campo anche la Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente. Il movimento ambientalista fondato dall'onorevole Michela Vittoria Brambilla, ha scelto una modalità ancora inesplorata per criticare l'operato del Campidoglio. L'indice è stato puntato infatti sulla tempistica con la quale l'amministrazione ha deciso di provvedere ai tagli.

La normativa sul taglio degli alberi

"La direttiva europea n. 2009/147/CE – spiega Rinaldo Sidoli responsabile delle iniziative speciali dellla LeIDAA –  vieta assolutamente i tagli di rami e alberi nel periodo di nidificazione degli uccelli e la legge 157/1992 sulla protezione della fauna selvatica omeoterma, all’art. 21 lettera O e all’art. 31, prevede pesanti sanzioni per la distruzione di uova e nidi". Come tiene a sottolineare Sidoli, un passato da attivista dei Verdi  "il periodo di nidificazione inizia dalla metà di marzo e prosegue fino ad agosto".

Una lenta sostituzione

L'abbattimento  non comporta conseguenze soltanto per i volatili. "Gli alberi puliscono l'aria – ricorda il responsabile della LeIDAA – ed un ettaro di bosco elimina  15 tonnellate di particolato l’anno". Un motivo in più per non rinunciare la patrimonio arboreo cittadino. Gli alberi tagliati vanno quindi sostituiti. Il punto è che la riforestazione finora eseguita non appare paragonabile alle piante cui si è rinunciato. Il Comune infatti ha finora provveduto "per ragioni di sicurezza" all'abbattimento di 450 esemplari tra San Giovanni, Villaggio Breda e San Paolo. Le piantumazioni stradali dichiarate sono tre le 500 e le 700 ma non è noto dove siano state messe a dimora. Gli alberelli piantati nei parchi invece, hanno spesso suscitato le proteste dei comitati, delusi per le dimensioni degli arbusti

La petizione contro la strage di alberi

Nel frattempo millesettecento cittadini hanno firmato una petizione dell'associazione Parte Civile con cui si chiede alla Sindaca d'interrompere la strage di alberi o almeno di spiegare dettagliatamente le motivazioni dei tagli" magari ricorrendo ad appositi cartelli informativi. Si chiede inoltre "di provvedere  con urgenza, alla ripiantumazione delle essenze abbattute dando informazione ai cittadini in merito alle tempistiche, alla tipologia e alle dimensioni delle essenze arboree che verranno ripiantumate". Una possibilità, quest'ultima, che non è possibile soddisfare giacchè, come l'assessora capitolina Montanari ha correttamente spiegato, il periodo utile per piantare gli alberi va da ottobre a marzo

Una questione di trasparenza

Per ora dunque non resta che pazienzare l'arrivo dell'autunno per assistere ad un'efficace opera di riforestazione. Nel frattempo Roma Capitale, già impegnata nell'elaborazione del primo regolamento cittadino sul verde, potrebbe lavorare per offrire maggiori informazioni sui prossimi tagli ma anche sulle future piantumazioni. Dopotutto, per tranquillizzare i cittadini preoccupati dalla sorte degli alberi capitolini,  basterebbe solo garantire una maggiore trasparenza.

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