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Tuscolana liberata: chiesto analogo provvedimento per le bancarelle dell'Appia

Dall'Appia Nuova a Don Bosco ecco gli interventi previsti

Bancarelle su via Appia Nuova

Il trasferimento delle bancarelle da via Tuscolana è una realtà. Da lunedì 15 gennaio i marciapiedi della "via del Cinema" sono tornati a disposizione solo dei pedoni. Ma quella delocalizzazione potrebbe non essere l'ultima. Molti cittadini stanno infatti chiedendo analoghi provvedimenti. 

Sicurezza e decoro

Smantellare i suk, per garantire sicurezza e decoro. Puntando sull'assegnazione di nuovi e più idonei spazi  per gli operatori dotati di regolare licenza. E' questa la richiesta che arriva dalla Comunità territoriale, la rete di comitati di quartiere ed associazioni del VII Municipio. "Pur riconoscendo il valore sociale del commercio ambulante – ha spiegato il portavoce Maurizio Battisti – pensiamo che questo non debba sopravanzare sicurezza e decoro. L'esercizio di queste attività, deve svolgersi in luoghi che siano soddisfacenti per tutti anche per i cittadini e via Tuscolana non rientra tra questi". Le difficoltà a spostarsi sui marciapiedi non riguardano però solo quelli presenti lungo l'arteria commerciale appena "liberata". Il problema infatti è comune a molte altre strade del territorio.

Gli altri trasferimenti richiesti

"Occorre proseguire negli interventi delocalizzativi – suggersice la Comunità territoriale –  affrontando anche la situazione, assai simile a quella di via Tuscolana, degli ambulanti che operano sui marciapiedi di via Marco Fulvio Nobiliore a Don Bosco , in via del Quadraro e lungo l'Appia Nuova". La richiesta dei comitati è stata già parzialmente raccolta dal Municipio VII.

Trasferimenti e controlli

"Sulla delocalizzazione degli ambulanti presenti in via Appia Nuova siamo già al lavoro" fa sapere la presidente Monica Lozzi. Per quanto riguarda invece via Nobiliore e via del Quadraro, "stiamo verificando quali sono le  misure esatte che la legge impone agli stalli. Ottenuto questo riscontro, disegneremo a terra le dimensioni giuste e se occorre modificheremo le licenze". Le mosse successive diventano inrubibili. "Intensificheremo i controlli  – promette la presidente Lozzi – e chi non si atterrà a quanto prescritto sarà multato sapendo che se si prendono tre multe nell'arco di centottanta giorni, si rischia anche la revoca della licenza". 

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