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Caffarella: la salute dell’Almone è costantemente monitorata dai residenti

Un incontro in Regione e poi un sopralluogo a Quarto Miglio nell'area di cantiere del collettore fognario. Il Comitato per la Caffarella non perde di vista il fiume Almone che, come un malato cronico, fatica a rimettersi

Il fiume Almone è in buone mani. Non ancora in buone condizioni, poiché la strada da percorrere per risanarlo è piuttosto lunga. Ma certamente non è lasciato solo. Al contrario puo contare su molti amici: i volontari del Comitato del Parco della Caffarella. Grazie a loro d' incontro in incontro, l’attenzione sul terzo affluente del Tevere rimane alta.

IL COLLETTORE FOGNARIO - Nella giornata di mercoledì è stato effettuato un sopralluogo autorizzato dall’ACEA Ato2 presso “l’area di cantiere dove si sta realizzando il collettore fognario Quarto Miglio - Almone”spiegano i volontari del Comitato.  L’operazione, per anni incoraggiata dal Prof Federici e dalla Presidente De Stefani,  è finalizzata all’ “eliminazione dello scarico fognario di Statuario e Quarto Miglio, che finora sversava direttamente nel fiume. I lavori comunque proseguono, malgrado piccoli ritrovamenti archeologici e, salvo imprevisti, dovrebbero concludersi entro maggio 2015”.

LE COMPETENZE - Un’altra novità risiede in un recente incontro svoltosi i 18 giugno presso la Direzione Ambiente, alla presenza di tutti gli Enti responsabili e del Comitato “che ha lungamente sollecitato questo secondo appuntamento”. Da quanto apprendiamo grazie ad un resoconto della Presidente De Stefani e del prof. Federici, questi mesi sono stati utilizzati per fare chiarezza sulle competenze e sugli interventi necessari per ottenere un risanamento ambientale. Il conflitto di competenze, infatti,  non è un tema nuovo col quale i volontari della Caffarella hanno dovuto fare i conti.   Una delibera comunale (602/82) e poi una regionale (1061/84) hanno affidato la bonifica dell’Almone al Comune. E tuttavia  il Comitato ha tenuto a sottolineare che nessun ente è scevro da responsabilità. “Abbiamo ribadito loro come successivamente al 1984 – data dell’ultima delibera citata - siano stati istituiti i Parchi  Regionali, tra cui quello dell’Appia Antica, per cui la Regione non può lavarsene le mani. Inoltre i danni prodotti dal Comune di Roma (deviazioni del fiume ,invio in un antico vallo ferroviario, scarichi fognari in alveo, ecc.), dalla Provincia (mancato controllo) e dalla Regione (delibera del 2004 che impedisce le analisi sul fiume e pista ciclabile sopra la parte intombata di  Ciampino) sono gravi”.In chiusura il Comitato ha sottolineato, dopo aver fornito materiale documentale ai presenti, “che la mancata individuazione di responsabilità deriva da un’assenza legislativa che non riguarda solo  l’Almone, ma è estesa a tutti i corsi d’acqua minori del Lazio”.

UN IMPEGNO INTERISTITUZINALE - La riunione si è conclusa positivamente, con la disponibilità della Regione e del direttore Placidi a far sì che l’ente si adoperi come “capofila di un accordo interistituzionale per il risanamento ambientale dell’Almone nel triennio 2015-2018 – spiegano nella nota i portavoce del Comitato - con la realizzazione di un contratto di fiume”. Entro luglio dovrebbe esser pertanto formalizzato questo “atto interistituzionale” ed entro i primi di settembre, spiegano Di Stefano e Federici, dovrà essere convocato un altro incontro. Nel frattempo il fiume Almone, ancora soffocato da rifiuti plastici da una parte all’altra della Caffarella, continuerà a godere del costante monitoraggio dei suoi infermieri: i volontari del Comitato Amici del Parco.

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