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Fiume Almone, canneti e plastica hanno formato due dighe: il rischio esondazione raddoppia

Il comitato che si prende cura del Parco della Caffarella ha scritto alla Regione, al Comune ed all'Ente parco dell'Appia Antica: "Ci sono tonnellate di rifiuti, da soli non riusciamo più a rimuoverli"

Almone: diga di plastica nasconde lo specchio d'acqua

L'intervento dei volontari non è stato sufficiente. La squadra di giovani attivisti di Legambiente che domenica 9 dicembre hanno rimosso i rifiuti di plastica, ha soltanto rimandato il problema. Il rischio di esondazione, per il fiume Almone, torna ad essere di stringente attualità.

L'inquietante precedente

Il problema, ciclicamente torna a riproporsi. Già nel 2014 la valle della Caffarella ha vissuto le conseguenze dell'esondazione del corso d'acqua. Motivo per cui, i volontari che si prendono cura del polmone verde, hanno scritto al Governatore Nicola Zingaretti, alla Sindaca Virginia Raggi ed al presidente dell'Ente parco regionale Mario Tozzi.

Le due dighe

" Le recenti precipitazioni hanno infatti creato trascinamenti di vegetali e plastiche che si sono arrestati in prossimità dei ponti in Caffarella (all’altezza del laghetto, nei pressi di via Macedonia, si confronti prima foto) e ai Sette Acquedotti al ponte fra le due ferrovie su viale Appio Claudio" ha fatto notare Rossana De Stefani, presidente dell'associazione di volontariato  Comitato per il Parco della Caffarella.

Più rifiuti che acqua

La situazione viene definita "di grave pericolo" per quello che rappresenta il principale asse idrico del parco dell'Appia Antica. Le canne non rimosse hanno creato una sorta di griglia vegetale che impedisce ai rifiuti solidi, soprattutto plastici, di superarle. Ormai nei tratti citati è diventato anche impossibile osservare lo specchio d'acqua. Come già accaduto in passato, nell'Almone ci sono oggi più rifiuti che molecole di H2O.

La necessità di un mezzo meccanico

Come testimoniato dalla presidente del Comitato "ci sono numerose tonnellate di rifiuti che non è possibile eliminare con interventi come quelli effettuati dalla nostra associazione di volontariato negli ultimi due anni"viene fatto notare a Zingaretti, Raggi e Tozzi "stante la mole dei rifiuti, è necessario disporre di un braccio meccanico per l’asportazione degli stessi e di un camion per il loro trasporto". 

In attesa di un intervento

L'impegno dei cittadini per la salvaguardia del fiume non sono sufficienti. "Restiamo in attesa di una risposta che, ad oggi, non è arrivata – spiega Roberto Federici, storico attivista del Comitato – speriamo non si ripeta quanto successo in passato". Sarebbe paradossale vista l'attenzione che il parco dell'Appia Antica, nel suo insieme, dovrebbe ricevere dopo la recente approvazione del Piano d'assetto.
 

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