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Caffarella, i volontari bacchettano Comune e Regione: “All'Almone ci pensiamo solo noi”

La rimozione dei rifiuti dal fiume è un impegno che grava sui volontari del Comitato per la Caffarella. De Stefani: “La sua pulizia prosciuga le nostre risorse. Serve un controllo sugli scarichi illegali”

La rimozione dei rifiuti pagata dai volontari

La battaglia per tenere pulito il fiume Almone è estenuante. Ne sanno qualcosa I volontari del Comitato per la Caffarella, l'associazione che da anni si batte per mantenere in condizioni decorose il polmone verde dell'Appio Latino.

Le bonifiche del fiume

"Nel 2019 sono stati impegnati oltre 10mila euro dell'associazione, pari alla metà di tutte le risorse incamerate con il 5 per mille – ha spiegato Rossana De Stefani, presidente del Comitato per la Caffarella – sono risorse che sottraiamo a tutte le altre attività che realizziamo nel parco". Tonnellate di rifiuti sono state rimosse dal fiume con una ruspa e poi, in tre tranche, sono state portate in discarica. 

La tela di Penelope

L'esborso economico, per quanto impattante, si è però mostrato tutt'altro che risolutivo.“La soddisfazione nel vedere il fiume Almone ripulito dai rifiuti è però durata lo spazio di pochi giorni in quanto il 7 ottobre, la Nova Ecologica s.r.l., è dovuta nuovamente intervenire su nostra richiesta, per asportare una nuova diga di rifiuti che si era formata nel medesimo punto”.  Attraverso una lettera aperta rivolta alla Regione, al Comune ed all'Ente Parco, i volontari hanno provveduto a rendicontare le spese sostenute. Non solo. Hanno ricordato anche, qualora ce ne fosse bisogno, che la pulizia del fiume è fondamentale per evitare le esondazioni che, già in passato, hanno minato il delicato ecosistema della Caffarella.

Il ruolo dei volontari e quello delle istituzioni

“La nostra Associazione può affiancare  le istituzioni, non sostituirsi ad esse  e i limitati introiti  del 5 x 1000 - ha ribadito Rossana De Stefani -  non consentiranno per parecchio tempo di effettuare ulteriori interventi manutentivi del fiume”. Anche perchè, le risorse destinate all'Almone, vengono sottratte a tutte quelle attività che l'associazione destina al parco, dall'acquisto di arredi come panchine e tavoli, alla manutenzione dell'area giochi di largo Tacchi Venturi, che i volontari stessi hanno donato al parco.

Il censimento degli scarichi illegali

La realizzazione del collettore fognario di Quarto Miglio, fortemente caldeggiata dall'associazione, non è quindi bastata. Per garantire la salute del corso d'acqua che attraversa la Caffarella, c'è bisogno di altro. “Bisogna garantire una manutenzione reale del fiume che sia affiancata da un censimento degli scarichi abusivi - ha ribadito Rossana De Stefani  nella lettera inoltrata alle istituzioni – ed una volta individuati, occorre eliminarli e procedere a sanzionare chi se n' è reso responsabile”.

La battaglia dei residenti per salvare l'Almone continua. Da soli però rischiano di non farcela. Per evitare che gli interventi di pulizia del fiume si trasformino nella classica tela di Penelope occore l'intervento delle istituzioni. 

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