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Caffarella: per sistemare il casale della Vaccareccia servono ancora 2 milioni

Il Comitato per il Parco della Caffarella, ha scritto al Comune per chiedere l'acquisizione di Villa S.Urbano e per completare il restauro dello storico casale della Vaccareccia, che si vorrebbe aprire al pubblico

L’aspetto probabilmente più caratteristico della Caffarella, consiste nell’aver mantenuto una dimensione rurale. E’ forse questo che la contraddistingue più di ogni altra cosa, dagli altri parchi presenti nel centro cittadino. L’antica vallata, ricca di bellezze naturali e reperti archeologici, non sarebbe la stessa senza i suoi animali.

I FONDI NECESSARI - Pecore, capre, galline, asini e cavalli, continuano a calpestare il terreno di un parco salvato dalla speculazione  edilizia. Sono forse loro, la principale attrazione per gli adulti ed i bambini che vanno a visitare la Caffarella. Ed ogni settimana, nel farlo, migliaia di romani si recano davanti al bellissimo casale della Vaccareccia. In perenne ristrutturazione.   C’è un motivo per cui non si vede mai un operaio in azione. “I lavori sono interrotti – ci spiega il professor Roberto Federici, del Comitato per il Parco della Caffarella –  vennero stanziati 2 milioni ed ottocentomila euro dalla Regione Lazio. Un milione se ne andò per le opere da eseguire in somma urgenza. Il resto, parliamo del periodo in cui c’era ancora la Polverini, la Regione se lo riprese subito”.

I LAVORI DA COMPLETARE - I risultati sono sotto gli occhi di tutti. “E’ stato consolidato il tetto ed aperto un lucernaio in plexiglas. Inoltre è stato sistemato, esteriormente, il vecchio fienile”. Lo si riconosce facilmente, perché rispetto alle altre strutture è più basso ed ha un colore più acceso. “Abbiamo scritto all’Assessore Cattoi, per ricordarle che quel restauro va completato – osserva Federici – farlo, consentirebbe di spostare il pastore dal centro della struttura al fienile, che  internamente va rifinito. A quel punto, il Casale potrebbe esser aperto alla cittadinanza”.

VILLA S. URBANO - C’è anche un’altra richiesta che i residenti, tramite il Comitato, stanno rivolgendo a Roma Capitale. “Noi vorremmo che anche la Villa di S. Urbano –  in passato confiscata dalla magistratura – venisse acquisita al Patrimonio Comunale. Non credo che lì servano troppi soldi per ristrutturarla, visto che in epoca non lontana, vi venivano organizzati dei matrimoni – ricorda il cittadino – ecco, dal momento che la Chiesa è già tornata fruibile, sarebbe il caso che il Comune provvedesse nel recuperare anche la relativa villa”.

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