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Colli Albani, c'era una volta l'antica Osteria dei Cessati Spiriti: "Salvaguardatela, è un pezzo di storia"

Dell'antico casale rimane poco. Ma la "Salita dei Cessati Spiriti" è stata al centro di un'interessante storia, ricostruita da un cittadino che ora chiede alle istituzioni d'intervenire per preservarne il ricordo

L'antica osteria dei Cessati Spiriti. Foto di Riccardo La Bella

E' un edificio basso, ormai ridotto ad un solo muro, circoscritto da imponenti palazzi. Eppure quello che a prima vista si configura come un banale rudere, nasconde una storia importante. In via dei Cessati Spiriti, dietro le impalcature ed i tubi innocenti, fa capolino un pezzo di storia : un'osteria che, per secoli, è stato un punto di riferimento dell'agro romano. Oggi di quel manufatto, non rimane molto. Ma ci sono residenti che chiedono sia restaurato.

La leggenda popolare

"Bisogna immaginare la zona, nota come 'la Salita degli Spiriti' quando, nei primi anni del Novecento, era caratterizzata da prati, fienili e poche abitazioni – racconta Riccardo La Bella, attivista dei Verdi residente nell'Appio Latino– la salita era indicata in tutte le antiche mappe di Roma". Ma soprattutto quel sito era stato, per secoli, al centro di una credenza popolare. La frequente sparizione dei cavalli legati fuori dall'antica locanda, aveva alimentato la credenza che il posto fosse infestato dai fantasmi. E' stato solo grazie all'apposizione di una statuetta votiva se, tra il XIX ed il XX secolo, gli spiriti hanno cessato di frequentare la zona e l'osteria. Da qui il nome attribuito all'area.

L'evoluzione storica

Con il passare degli anni, quella zona è diventata un punto di riferimento anche per altre ragioni. "Sempre lì,  fino alla costruzione del Motovelodromo Appio – racconta La Bella –  partiva la leggendaria corsa ciclistica XX Settembre, cui avevano partecipato anche corridori come Girardengo, Pancera, Gordini e Binda". Col tempo al complesso si è aggiunta una fonderia, rimasta in funzione fino agli anni Sessanta, ma con la successiva espansione urbanistica si è persa la memoria di quei luoghi, un tempo così importanti.

Il destino del fabbricato

"Tutti questi manufatti, censiti nella Carta dell’Agro del Comune di Roma e riportati nella Carta per la Qualità del Piano Regolatore – ricorda La Bella –  sono inquadrati come edifici con tipologia edilizia speciale per i quali sono possibili interventi limitati. Ad oggi, tuttavia, risulta quasi impossibile collegare l’antica osteria al suo edificio tant’è che né la Carta dell’Agro né tantomeno la documentazione presentata dal costruttore, fanno menzione della destinazione storica del fabbricato". Ma il ricordo di quei luoghi, non è sparito completamente dalla memoria dei residenti. C'è chi, infatti, ha provato a preservarne il ricordo.

La richiesta di salvaguardia

"E’ importante non solo salvaguardare le forme degli antichi edifici, come peraltro prescritto dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali – valuta l'attivista dei Verdi – ma anche garantire ai cittadini la possibilità di disporre di tutte le informazioni necessarie ad accrescere la consapevolezza del patrimonio storico e culturale del nostro Municipio". Un territorio che nel corso degli ultimi cinquant'anni è cambiato profondamente. Ma del quale restano, nascoste, tracce di un passato tutto da riscoprire.

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