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Strage di Acca Larentia, il Comune non manda un delegato. Polemiche da Alemanno

Nessun rappresentante del Commissario Tronca si è recato ad Acca Larentia. Alemanno: "E' la prima volta che non c'è neppure un delegato". Gasparri: "Su quella strage ok alla commissione d'inchiesta"

Sono passati trentotto anni dal triplice omicidio di Acca Larentia. La stagione degli anni di piombo rappresenta ormai un capitolo chiuso nella storia del paese. Eppure le ferite faticano a cicatrizzarsi. Molti infatti continuano a chiedere giustizia. Nel farlo, si recano ogni anno davanti la storica sede del MSI per rimarcare il solito "presente".

L'ASSENZA - A non essere presente quest'anno è il Comune di Roma. Lo ha fatto notare l'ex Sindaco Gianni Alemanno. "Dopo 38 anni Franco Bigonzetti, Francesco Ciavatta e Stefano Recchioni, i caduti della strage di Acca Larentia, sono ancora senza giustizia. Questo rende ancora più riprovevole il fatto che Roma Capitale, sia pure nella sua gestione commissariale, non abbia inviato nessun rappresentante ufficiale a deporre la corona di alloro – ha ricordato Alemanno, che poi si è appellato al Commissario "perché questa grave dimenticanza non abbia a ripetersi nelle prossime occasioni di ricordo di giovani di destra e di sinistra caduti durante gli anni di piombo".

L'INVITO DI STORACE - In mattinata invece, il segretario nazionale de La Destra, ha lanciato un accorato appello. Ricordando gli anni di piombo, ha sottolineato come faccia "rabbia leggere l'odio che trasuda da un computer: chi strilla protetto da una tastiera non sa cosa voleva dire allora ripararsi da una 038 o da una Skorpion.  Si sparava, oggi si twitta. Eroi ieri, ridicoli oggi" ha commentato Storace, che ha infine lanciato un appello per chiedere "ai deputati e senatori che hanno avuto la tessera del Msi o anche di An, di avere la voglia e la forza per chiedere e ottenere luce sulla strage". 

LA COMMISSIONE D'INCHIESTA - L'invito dell'ex Governatore del Lazio è stato accolto dal Senatore Maurizio Gasparri. "Mi farò promotore di questa proposta anche se confido in un guizzo di coraggio della Procura della Repubblica di Roma. Basta andare in libreria e comprare i testi che spiegano esattamente da dove sono partiti gli assassini che colpirono quel 7 gennaio del 1978 i ragazzi che uscivano dalla sede del MSI. Ci sono state rivelazioni mai contestate ed evidenti, che indicano con precisione gli ambienti della sinistra dai quali sono venuti i sicari del Tuscolano. Perchè Pignatone non legge uno di questi libri e riaccende la mente su quei tragici fatti? È comunque giunto il momento trentotto anni dopo assumere anche giuste iniziative parlamentari".
 

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