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VIDEO | Tra i poveri con i ragazzi di Dino, lo chef che sfama 250 persone ogni notte

Dalla preparazione del cibo alla consegna. Abbiamo trascorso una sera con Dino Impagliazzo e i volontario di RomAmor Onlus, associazione che prepara ogni sera più di 250 pasti per i senza tetto della Capitale.

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A Roma è conosciuto ormai come “lo Chef dei poveri”, per il suo costante impegno verso i senzatetto a cui serve circa 800 pasti alla settimana. Dino Impagliazzo, 87 anni ed ex dirigente in pensione, presidente dell'associaizone RomAmor Onlus, con la quale da oltre dieci anni si dedica ai più bisognosi. Persone rimaste senza niente e che vedono nelle stazioni ferroviare, soprattutto di Tuscolana ed Ostiense, l'unica loro casa. “Ho iniziato preparando una cinquantina di pasti al giorno con l'aiuto di mia moglie e qualche amico – racconta –, oggi siamo una vera e propria comunità di 300 volontari, uniti sotto lo spirito della solidarietà, con la voglia di sentirsi utili verso i più deboli”.

Tra i ragazzi che ogni giorno si spendono per la causa di Dino, c'è anche chi una volta si trovava nella situazione opposta. Come Giampiero, 50enne romano, che per circa due anni si è visto costretto a vivere nella stessa stazione dei treni in cui oggi serve la cena. “Grazie a Dino oggi ho un lavoro e una stanza in cui vivere – spiega –. Avevo scontato una detenzione e una volta uscito non mi era rimasto più nulla. Solo Dino si è occupato di me, ero perduto. Oggi gli devo molto e aiutarlo con l'associazione mi fa stare bene. Chi più di me può capire queste persone?”.

Per l'87enne “cuoco dei più deboli” non si tratta solo di una missione caritatevole infatti. Dove può cerca anche di vedere lontano. “Si sono uniti a noi di recente anche un gruppo di ragazzi africani che si trovano ancora nei centri d'accoglienza della zona – dice Impagliazzo – così imparano un mestiere e magari un giorno potranno anche trovare un lavoro”.

Un cuore grande il suo. Ma anche il bisogno di sentirsi utile. Necessario. Intorno a lui sono molti i giovani che, organizzati a turno, non si risparmiano pur di mandare avanti la sua opera, aiutandolo quotidianamente con la raccolta dei cibi presso i centri commerciali, la logistica, la preparazione e la consegna. “Siamo riusciti a creare una grossa cerchia intorno a noi – sottolinea – dai forni di zona che ci regalano il pane in eccedenza, i mercati rionali per la frutta e la verdura, o supermercati che garantiscono cibo in scadenza che, diversamente, andrebbe buttato”. Poi il banco alimentare, ma anche le donazioni dei cittadini, “fondamentali per acquistare piatti, posate e l'occorrette per servire la cena”, conclude.

Cibo per gli “invisibili”. Persone che si sono trovate senza niente e che ogni sera attendono i loro “angeli” per un pasto caldo. 

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Commenti (5)

  • Svejateve!!ma quale bravo!!pensassero prima agli italiani che dormono in makkina con moglie e figli!!

  • Bravo Dino.

  • bella vita che fanno, ristorante poi vanno dal prete che li porta in piscina, manca chi li porta a ballare e siamo al completo, vedi se vai nei loro paesi se ti danno tutto questo, peccato che non si può scrivere ciò che ti danno

    • Guarda che tanti di questi poveri sono italiani...razzisti schifosi ignoranti senza cervello ma che cavolo di commenti fate?? Vi vorrei vedere in mezzo a questi poveracci, così forse capireste qualcosa in più, idioti

    • Te se incul..... nel loro parse.

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