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Caffarella: il risanamento dell’Almone partirà a fine mese

L'Acea ha preso l'impegno, in Commissione Ambiente, d'iniziare i lavori entro fine mese. Le acque nere saranno quindi trattate separatamente. Rimane il problema degli scarichi abusivi

Si è svolta in mattinata la Commissione Ambiente di Roma Capitale sul risanamento del Fiume Almone. Vi hanno partecipato, oltre ai Consiglieri capitolini, anche Rossana De Stefani e Roberto Federici, dell’Associazione di Volontariato per il Parco della Caffarella. Romano Marello, è invece intervenuto su delega del Presidente Fantino. Inoltre erano presenti  un dirigente ed un tecnico di Acea ed un delegato dell’Ente Parco dell’Appia Antica.

LA VICENDA - La Commissione, è stata aperta proprio dai cittadini che da anni si battono per la salvaguardia del Fiume  e più in generale della Caffarella, definita non a torto “l’area di maggior pregio naturalistico di tutto il Parco dell’Appia Antica”. Attraverso un’accurata documentazione sono stati quindi ricordati i problemi che caratterizzano quello che, per gli antichi romani, era considerato un fiume sacro. Ovvero l’alta percentuale di liquami che lo caratterizzano e che, peraltro, ne hanno inquinato anche le fonti sorgive oligominerali. Ed il persistente ricorso al fiume come condotto fognario per i quartieri di Quarto Miglio e Statuario.

IL COLLETTORE DI IV MIGLIO - La prima buona notizia arriva da Acea Ato 2 che dichiara d’aver superato il problema dell’utilizzo delle aree private su cui è previsto l’intervento. Su richiesta del Consigliere M5S Stefàno il dirigente Acea ha spiegato i motivi dei ritardi sinora avuti ed ha promesso che l’intervento, salvo impedimenti di carattere meteorologico, inizieranno entro la fine del mese e dureranno 540 giorni consecutivi.

I PROBLEMI PERSISTENTI - Tra diciotto mesi quindi, le acque chiare saranno separate da quelle nere, derivanti da Quarto Miglio e Statuario, permettendo un progressivo risanamento del fiume. Rimangono tuttavia dei nodi irrisolti. A causa di alcune opere realizzate presumibilmente prima dell’istituzione dell’Ente Parco (1988) permane un pericolo idrogeologico, di esondazione dell’Almone per il quale, ancora oggi, non si è in grado d’intervenire. In secondo luogo rimangono da risolvere i problemi relativi agli sversamenti nel fiume dei comuni limitrofi, che chiaramente saranno trattati in sedi differenti. Ed ancora, resta da affrontare il tema dei numerosi scarichi abusivi che continuano ad inquinare l'Almone.

GOOD NEWS - Tra le buone notizie c’è un rinnovato interesse della Regione Lazio che in data 18 febbraio avrebbe convocato Acea ed il Dipartimento Ambiente di Roma Capitale, oltre all’Associazione di volontariato Per il Parco della Caffarella, ad un incontro. Ed ancora, l’ampia disponibilità mostrata dal Presidente della IV Commissione Capitolina (Ambiente) Athos De Luca, che è parso genuinamente interessato ad impegnarsi per il risanamento del fiume. In tal senso, ha dichiarato di voler ripristinare un tavolo tecnico, venuto meno dopo il commissariamento della Provincia, tra il Consorzio di Bonifica, il Comune, gli Uffici Provinciali, l’Ente Parco, il Municipio e l’Acea.

QUALCOSA E' CAMBIATO - Soddisfazione infine è stata espressa da Federici, del Comitato per la Caffarella, che ha ringraziato De Luca per aver acconsentito a riattivare l’attenzione del Comune dopo che, con la precedente Giunta, non erano bastate “molte lettere ed un’interrogazione d’iniziativa popolare sottoscritta da 500 cittadini”. Comune che, “solo in seguito ad un esposto alla Prefettura, avvenuto nel 2012, cominciò ad interessarsi” chiedendo all’Acea di intervenrire sul Collettore di Quarto Miglio. “Sono passati 20 mesi e ci auguriamo – aveva dichiarato Federici all’inizio dell’incontro - che qualcosa si muova”. Oggi, avendo assistito alla Commissione, abbiamo avuto la sensazione che finalmente “qualcosa s’è mosso”.

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