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Piazza Ragusa e il deposito fantasma, i residenti: "Facciamoci un parcheggio"

E' una delle vecchie autorimesse dell'Atac, oggetto della delibera 39/2011 che prevede la vendita e valorizzazione degli spazi inutilizzati

Un mercato coperto, un centro polifunzionale, uno spazio verde o, perché no, un parcheggio che liberi l'area dalle auto. Su piazza Ragusa, a pochi metri dalla Stazione Tuscolana, affaccia uno spazio di oltre 20mila metri quadrati, pubblico e inutilizzato. Un fantasma di cemento fatiscente che ingloba un intero isolato, stretto tra via dei Rogazionisti e via Verbania. Fino a qualche anno fa l'enorme struttura ospitava decine e decine di mezzi pubblici pronti alla manutenzione. Oggi è nell'elenco delle 15 ex autorimesse dell'Atac pronte, almeno sulla carta, per essere vendute. 

LA DELIBERA 39 - Il 25 giugno 2011 l’assemblea capitolina approva la delibera 39: la società Atac patrimonio srl (società di scopo controllata da Atac spa) viene autorizzata a vendere i depositi ancora in uso di Trastevere e di Portonaccio, gli ex depositi di San Paolo, di piazza Bainsizza e di piazza Ragusa appunto. Oltre a una decina di edifici sparsi sul territorio, per lo più ex officine elettriche. 

Gli immobili in questione, esaurito il supporto al tpl, “rappresentano - si legge nell'atto - una opportunità strategica sia al fine di reperire risorse economiche, sia per un più generale processo di riqualificazione urbana”. Per molti più la prima che la seconda. Per molti un provvedimento 'in odor di speculazione', più che di valorizzazione. 

Gli interventi urbanistici comunque, quelli programmati da Atac, devono passare uno per uno dalla stessa assemblea capitolina che ha votato la delibera. Un procedimento lunghissimo al quale dovrebbe seguire un bando di concorso.  Piazza Ragusa, come ci confermano da Atac Patrimonio, è tra i progetti ancora 'appesi' al giudizio dell'assemblea. Cosa prevede?

PROGETTO PER PIAZZA RAGUSA - Su una superficie lorda utilizzabile di 20.300 mq il progetto ne destina un 33% a uso abitativo, e un 67% a commerciale e servizi. Altri 21.130 mq andrebbero a parcheggi, verde, e servizi pubblici. Le facciate dell'ex rimessa rimarrebbero le stesse, verrebbero demoliti i manufatti incongruenti facenti parte del complesso, lungo via dei Rogazionisti, e il completamento del fronte residenziale lungo la stessa strada. 

Un'analisi puntuale del piano di valorizzazione è stato condotto all'interno di un rapporto di ricerca dell'Università Roma Tre. Nello studio si evidenzia la criticità numero uno: il rapporto tra superficie abitativa e servizi ai cittadini. "Le già carenti attrezzature pubbliche esistenti nell’ambito più prossimo (un Kmq di superficie con al centro l'edificio in dismissione, ndr) sarebbero ulteriormente caricate dai nuovi 179 abitanti previsti (numero stimato per i nuovi alloggi, ndr)". Che non andrebbero a beneficiare di nessuno dei servizio previsti "in quei 2,1 ettari" (i suddetti 21.130 mq), perché "evidentemente" un simile quantitativo "non può essere soddisfatto all’interno dell’area in oggetto che ha un’estensione di 1 ettaro soltanto". 

Il rischio è chiaro: ancora case ma senza un adeguato ritorno in termini di servizi ai cittadini, in un'area dove già le strutture sono carenti e ben al di sotto della soglia prevista dal PRG. E infatti i residenti vorrebbero tutt'altro. "Perché non farci un mercato rionale? Sarebbe una ricchezza per i residenti e servirebbe davvero a valorizzare il quartiere". L'idea è di Franco, abitante in via Enna. "Sono anni e anni che è ridotto così, copre un intero isolato, è una tristezza che il patrimonio pubblico sia in queste condizioni". 

C'è poi chi, forse più sbrigativamente, propone un bel parcheggio. "Anche se fosse solo in via provvisoria, potrebbero sfruttarlo in qualche modo tutto quello spazio. Non si trova mai posti auto in questa zona, è un inferno. Perché non farci un parcheggio così da farci respirare un pò?". Lina invece suggerisce qualcosa di culturale, "che so, una biblioteca". Le possibilità per i residenti sarebbero tante. Ma sull'edificio resta l'incognita: come si muoverà la nuova giunta con Atac, con la delibera di vendita e, nel caso, con i singoli progetti. Insomma, la soluzione non sembra esattamente dietro l'angolo. 

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