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Gli sfasci restano in via dell'Almone. A sparire sono i consiglieri

Il Municipio si spacca al momento di votare un documento, presentato d'urgenza, per chiedere il trasferimento degli autodemolitori. La decisione finale passa quindi al Campidoglio, tra molte recriminazioni

Sul trasferimento degli autodemolitori di via dell’Almone, il Municipio VII ha deciso di non decidere. Al momento di votare un documento, col quale veniva riproposta la necessità di una diversa collocazione per gli sfasciacarrozze, è venuto meno il numero legale. Ed ancora una volta si è notato come, nel Municipio più popoloso della città, gli equilibri siano particolarmente fragili.

IL NUMERO LEGALE - La maggioranza, tutt’altro che coesa, si è presentata al momento del voto a ranghi ridotti. A quel punto è maturato il blitz dell’opposizione, che ha scelto di lasciare il parlamentino di Cinecittà. Caduto il numero legale, per il Municipio è passata in cavalleria anche la possibilità di dire la propria.  Ed ora sarà il Campidoglio a decidere se procedere al trasferimento degli autodemolitori o meno. Un rimpallo di competenze che, ai cittadini, non è affatto piaciuto.

LE PROTESTE DEI CITTADINI - “Dopo aver nella giornata di ieri inviato un comunicato stampa chiedendo alla amministrazione centrale di non prorogare per la quindicesima volta la impropria localizzazione degli autodemolitori presenti in Via dell'Almone ed anche all'interno del Parco di Centocelle – scrive Maurizio Battisti, Presidente della Comunità Territoriale del VII – veniamo a conoscenza del fatto che, proprio nella seduta di ieri, il Consiglio del VII Municipio aveva la possibilità di discutere ed approvare mozione che chiedeva esattamente quello che chiedono i cittadini; e cioè di smetterla con queste proroghe che vanno peraltro in contrasto con tutte le normative nazionali e comunitarie” .

LA RICHIESTA DI UN CONFRONTO - La nota della Comunità territoriale prosegue sottolineando come “prima di iniziare la discussione sulla mozione presentata dal consigliere Tutino (Lista Civica Marino), i banchi delle forze di opposizione (tranne la consigliera La Notte di Forza Italia) si sono improvvisamente svuotati”. Una decisione che è stata stigmatizzata in primis dal Consigliere Radicale, che ha invitato “il transpartito dello sfascio ambientale” ad “autodemolirsi”. La decisione di non pronunciarsi sul trasferimento, non è però piaciuta neppure alla Comunità Territoriale, il cui presidente ha chiesto “un riscontro, ed un confronto, dai consiglieri Monica Lozzi (Movimento 5 Stelle), Ilaria Tredicine e Domenico Carlone (Forza Italia), Federica Lenci (Gruppo Misto) e Flavia Cerquoni (Fratelli d'Italia), che hanno fatto cadere il numero legale uscendo ieri dall'aula municipale”. Nella nota, lo stesso invito è rivolta “anche ai consiglieri, soprattutto di maggioranza, del tutto assenti all’atto della discussione su un tema di tanta importanza per il nostro territorio”.

UNA FRETTA POCO CHIARA - La replica da parte della Consigliera Lozzi è stata immediata. Nel premettere che già si respira un clima da campagna elettorale, la Pentastellata ha rivendicato la scelta di “non piegarsi a questo sporco gioco politico in cui si presenta all'ultimo momento una mozione, l'atto di minore forza istituzionale, tanto per far vedere che ci si sta occupando della problematica”. L’ex Capogruppo del M5S ha ricordato inoltre come il suo partito “nel corso di questi due anni di consiliatura, ha presentato la Risoluzione sulla riqualificazione del fiume Almone e la Risoluzione sulla riqualificazione del Parco di Centocelle. In questi due luoghi sono allocati alcuni degli autodemolitori la cui problematica è nota da anni. Ma i consiglieri che hanno sottoscritto la mozione sugli autodemolitori, presentata come mozione d'urgenza - ribadisce Monica Lozzi -  in questi due anni  non si sono mai sognati di portare all'attenzione dei commissari il problema degli autodemolitori”. Da qui la scelta di non partecipare al voto. Nel rispondere, la Consigliera Lozzi ha infine tirato le orecchie anche al Presidente della Comunità territoriale “che è sempre così celere a fare i nominativi dei consiglieri di opposizione quando questi fanno qualcosa che lui non approva, mentre omette scientificamente quelli dei consiglieri di maggioranza”. Probabilmente perchè, mancandone una dozzina, l'elenco sarebbe stato troppo lungo.

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