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Via Cilicia e gli sgomberi impossibili: rimossa l'ennesima baraccopoli

Smantellato l'insediamento abusivo formatosi nei pressi di via Cilicia. Negli anni tutte le bonifiche lì effettuate sono state vane: le favelas si riformano

Ancora una bonifica. Ancora una volta in via Cilicia. La strada che fiancheggia la ferrovia e la valle  della Caffarella, è stata ripulita dalle tende, dai materassi e da tutti gli effetti personali che alcuni clochard vi avevano riposto. Una scena già vista.

L'ennesimo sgombero

A dare l'annuncio del nuovo intervento ha provveduto l'assessora all'ambiente Pinuccia Montanari. " Abbiamo sgomberato e pulito uno spazio sottostante la Tangenziale dove si era costituito un accampamento abusivo" spiega Montanari che ha ricordato come l'area fosse  "utilizzata come ricovero da persone senza fissa dimora". Il problema è annoso ed infatti si trascina da un'amministrazione all'altra

La scelta del sottopasso

Nella zona non è raro il formarsi di baraccopoli. La rimozione del canneto che separava via Cilicia dai binari ferroviari e l'apposizione di recinzioni in metallo e cemento, hanno però costretto gli occupanti a cercare altre soluzioni. Non più sotto le finestre dei residenti. Ma lontano dagli sguardi indiscreti. Questa volta infatti l'insediamento si era creato nel sottopasso pedonale che collega l'Appia Antica proprio con via Cilicia. Peraltro non per la prima volta. 

Le intenzioni

"Le operazioni di bonifica – ha aggiunto l'assessora Montanari – proseguiranno anche domani (venerdì 26 ottobre ndr) e nei prossimi giorni interessando altre zone ricadenti nel Parco. Restituire ai cittadini aree verdi pulite e decorose è una nostra priorità. Per questo intervento che interessa il Parco Regionale dell'Appia Antica, uno dei polmoni verdi della Capitale, siamo intervenuti impiegando i fondi a disposizione del Dipartimento Tutela Ambientale evitando costi extra per l'Amministrazione. Il nostro è un impegno concreto e lo stiamo dimostrando". In assenza di controlli e di un rapido intervento di rimozione di tutte le masserizie, il problema è però destinato a ripresentarsi.

Lo sgombero impossibile

Le favelas, di solito caratterizzate da poche tende, si ricompongono con una velocità impessionante. Tanto da far pensare, nel caso di via Cilicia, che si tratto di uno sgombero impossibile. Sono tanti i fattori che concorrono a determinare l'insuccesso, nel medio termine, di quest'operazione.  Innanzi tutto il rifiuti, da parte dei senza fissa dimora, di accettare le soluzioni che vengono loro proposte dalla Sala Assistenza Alloggiativa dei Servizi Sociali del Comune. Il risultato è che i clochard riallestiscono nuove baracche, talvolta recuperando gli stessi materiali che sono stati abbattuti. La rimozione totale infatti non sempre è contestuale allo sgombero e questo permette ai senza fissa dimora di tornare sul posto per riprendere le loro masserizie. In un circolo vizioso che, in particolare in via Cilicia, sembra protrarsi senza soluzione di continuità.

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