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Niente più matrimoni a Villa Lais. Insorgono i cittadini: "Vogliono murare la chiesetta"

Lo storico edificio che ospitava i matrimoni laici sarà chiuso. Lozzi (M5s): "Non muriamo niente, però senza fondi dal Comune non possiamo tenerlo in sicurezza"

Il "Casale padronale" di Villa Lais

Sono già un migliaio i cittadini che hanno firmato la petizione online. Altri stanno sottoscrivendo quella cartacea che, gli "amici di Villa Lais", stanno facendo circolare. Il rischio di vedersi chiudere lo storico casale e la chiesetta sconsacrata è reale.

Gli amici di Villa Lais

"Ci occupiamo della Villa dal 2014, anno in cui cessò il servizio di chiusura serale" ricordano gli "amici di Villa Lais", protagonisti di tanti eventi all'interno del prezioso scrigno verde del Tuscolano. Nel corso degli anni, sono state numerose le iniziative messe in campo per mantenere in buone condizioni la villa eletta come importante punto di ritrovo della comunità locale. E' un riferimento anche per i romani che, al suo interno, hanno beneficiato di una chiesetta sconsacrata per i matrimoni di rito civile. Una possibilità che, dal 1 febbraio del 2019, non è più praticabile.

La preoccupazione: "Vogliono murarla"

Lo storico casale presente nella villa segue lo stesso destino. "Dichiarando che la struttura non è più agibile, e che non sono disponibili i soldi per i lavori di ristrutturazione, il municipio ha deciso di murarla" avvertono gli estensori della petizione online.  "Murare un edificio storico risalente nel suo nucleo originario al XVII secolo, con all'interno affreschi di valore, significa condannare alla rovina totale questo piccolo gioiello del Comune di Roma, un patrimonio che è un bene di tutti i cittadini romani, non solo del VII Municipio". Per questo i cittadini si sono dati appuntamento nella mattinata di sabato 9 marzo. Per l'occasione sono stati invitati anche gli eredi della famiglia Lais e sarà possibile visionare la documentazione fotografica del villino che, tempo addietro, si voleve trasformare in un museo del Liberty.

La replica del municipio: "Chiudiamo, non muriamo"

"Non muriamo niente, ho provato a spiegarlo a chiunque – ha precisato la Minisindaca Monica Lozzi – a causa del sisma del 2016, abbiamo puntellato  l'edificio e recenemente sono stati sistemati quegli infissi che erano rovinati ed era facile aprire anche solo con una spallata. Ma non muriamo nulla". Questo però non significa neppure che i cittadini abbiano torno. "Il casale e la chiesetta sconsacrata dobbiamo chiuderli, per ragioni di sicurezza. Noi già nel 2016 avevamo trasferito i nostri servizi sociali e per due anni abbiamo chiesto al Comune cosa avesse intenzione di fare. Il Municipio – precisa Lozzi – non ha risorse da dedicare alla sistemazione del casale e della chiesetta. Noi, in assenza di risposte da parte del Comune, non possiamo fare altro che chiuderli".

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