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Via del Mandrione, lavori mai partiti: da due anni strada chiusa per rischio voragine

La presenza di un vasto sistema caveale sotto il manto stradale non permette la riapertura della strada. Vivace: "Ormai i fondi sono stanziati, manca solo il bando del dipartimento SIMU"

A febbraio la chiusura di via del Mandrione festeggerà il secondo anno. La strada che, sviluppandosi parallelamente all’acquedotto Felice, unisce la via Tuscolana con il Pigneto continua ad essere a rischio voragine.

Il sistema caveale del Mandrione

Sotto al manto stradale si nascondono importanti cavità. Sono state individuate a seguito di alcuni lavori commissionati dalla Banca d’Italia che, proprio su via del Mandrione, ha una delle proprie sedi. La scoperta, avvenuta all’inizio del 2018, ha comportato la decisione di vietare il transito sulla strada anche ai veicoli. Fino a quel momento, a causa delle asperità del suo asfalto, la circolazione era stata interdetta soltanto a cicli e motocicli.

La chiusura della strada

“In via del Mandrione c’è un reticolo caveale sovrapposto che ha già fatto sgrottare una parte della cavità – ha spiegato Salvatore Vivace, l'assessore ai Lavori pubblici ed alla Mobilità del Municipio VII – erano rimasti solo pochi centimetri a separare il manto stradale dalla sommità della grotta. Per questo i Vigili ed i Dipartimenti ci avevano chiesto di chiudere la via al traffico veicolare”. Da allora però sono trascorsi due anni.

Le conseguenze sulla viabilità

Il ritardo nell’avvio dei lavori, ha ripercussioni sul traffico dell’intero quadrante. Via del Mandrione, finchè è stata percorribile, ha rappresentato un’alternativa molto praticata dagli automobilisti diretti verso la via Prenestina. Il suo utilizzo ha spesso permesso di evitare gli incolonnamenti che, nelle ore di punta, tendono a formarsi sulla via Tuscolana.

I ritardi del Campidoglio

“I fondi sono già stati stanziati ed il Dipartimento SIMU ha impiegato un anno per redigere il progetto di messa in sicurezza di via del Mandrione – ha chiarito Vivace – il problema è che, come Municipio, non abbiamo un ufficio competente a gestire le voragini. Era una delle cose che, nell’ottica di un decentramento amministrativo, abbiamo richiesto". La proposta del Municipio è rimasta inascoltata.

Tempi lunghi

"C’è un solo ufficio che, a livello centrale, gestisce tutte le principali criticità d'ordine idrogeologico", ha chiarito l'assessore Vivace.  Il risultato è che i tempi, per il ritorno alla normalità, si allungano. "Il bando è in fase di ultimazione ma i fondi sono già stati stanziati", si premurano di far sapere dal Municipio VII. Via del Mandrione nel frattempo resta precauzionalmente chiusa. Ormai da due anni. 
 

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