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Via Orvieto, il mercato di "Arance e martello" è salvo: c'è un milione e 200mila euro per la sua riqualificazione

Il mercato reso celebre dal film di Diego Bianchi subirà una metamorfosi. Anche la viabilità sarà ripensata per ampliare gl spazi pedonali. Ass. Accoto (M5s): "Puntiamo ad una ristrutturazione che guarda all'Europa"

Il mercato di via Orivieto

Nel 2011 Diego Bianchi aveva costruito la trama di "Arance e martello" sul futuro del mercato di via Orvieto. Nel suo film d'esordio, il noto conduttore televisivo, aveva annunciato l'intenzione di chiuderlo. La decisione, nella finzione cinematografica, veniva accreditata all'amministrazione locale. Paradossalmente a "salvare" gli storici banchi di San Giovanni, ha invece provveduto proprio uno stanziamento del Campidoglio.

Come cambia il mercato

A distanza di otto anni dalla pellicola di "Zoro", sono stati messi a disposizione i fondi per riqualificarlo. "Nel bilancio approvato da Roma Capitale ci sono 1,2 milioni di euro proprio per questo mercato – racconta l'assessore municipale al Commercio Piero Accoto (M5s) – abbiamo intenzione di trasformarlo, realizzando un plateatico, riducendo i box dai vecchi 78 a quelli che effettivamente sono in funzione, ovvero 44. E poi cambieremo la viabilità,  allargando l'area pedonale realizzata per la fermata metropolitana Lodi". L'ultimo tratto di via Orvieto non sarà più percorribile in auto ed una buona metà, nelle intenzioni dell'amministrazione locale, verrà pedonalizzata. "In questo modo avranno dei vantaggi anche le attività commerciali della zona, bar, pizzerie e ristoranti, che avranno anche più spazio per mettere i tavoli e godere l'area esterna soprattutto nel periodo estivo".

Il modello europeo

"Il modello che seguiamo, per questo come per gli altri mercati che vogliamo ristrutturare – racconta l'assessore Accoto – è quello delle metropoli europee, che tanto apprezziamo quando visitiamo le città straniere". Quindi spazio ad un'integrazione tra le attività tradizionali e "i chioschi per la somministrzione ed i laboratori". Un mix che concorrerà a rilanciare un mercato nel quale, ad oggi, quasi la metà dei box restano chiusi. E che nonostante questo esercita un fascino particolare sugli abitanti della zona.

Le esigenze degli operatori

"Qui c'è una sorta di microcosmo – racconta Fabio Pelosi, da 20 anni titolare di un'attività che vende genersi alimentari – come piazza questo mercato ha avuto la sua naturale evoluzione e necessita sicuramente di una ristrutturazione, di servizi igienici, di spazi per lo scarico delle merci visto che talvolta dobbiamo percorrere anche 60 metri per portare la merce". Eppure, nonostante i disagi e la sede impropria, il mercato resiste perchp "cambiano le abitudini, ma questa piazza resta il fulcro di un quadrante urbano".

Uno storico operatore

A Capodanno, approfittando del frastuono causato dai fuochi d'artificio, qualcuno ha provato anche ad aprire i box. "I fiorai se ne sono accorti ed hanno dato l'allarme" raccontano gli operatori. I danni sono stati limitati. Grazie anche alla solidarietà che opera tra chi lavora in quegli spazi. " Io rappresento la terza generazione che porta avanti la vendita di ortofrutta in questo mercato" racconta con legittimo orgoglio Michele Stravato. Viene da Fondi dove la famiglia coltiva anche sei ettari di terreno i cui prodotti vengono poi venduti sul mercato. "Mio nonno era già qui negli anni 50, quando le prime postazioni, con ombrelloni e bancarelle, erano su via Voghera".

Al passo con l'innovazione

Nel corso dei decenni le abitudini sono cambiate."Le famiglie di clienti sono però le stesse, ma bisogna aggiornarsi  perchè è cambiata la tipologia di vendita. Io ad esempio  mi sono dovuto adeguare con verdure pulite, preparando il minestrone, facendo le consegne ed utilizzando whatsapp dove alcuni clienti mandano la lista della spesa" racconta Stravato. Il giusto mix tra innovazione e tradizione garantisce la sopravvivenza del mercato. "Spero vada in porto il progetto di riqualificazione, anche per conquistare le famiglie lavoratrici che oggi non possiamo raggiungere perchè nel pomeriggio siamo chiusi". Per rilanciare il mercato quindi serve una struttura aperta anche in orari diversi da quelli che, solitamente, caratterizzano le attività di chi vi opera. I fondi ci ora ci sono. "Stiamo lavorando al progetto, contiamo di fare il bando per la prossima primavera e di concludere i lavori – azzarda l'assessore municipale -entro la fine del 2019". A quel punto il mercato di "Arance e martello" potrà dirsi definitivamente salvo.

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