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Cinema Maestoso: non decolla la riqualificazione del più antico multisala di Roma

Il progetto prevede di raddoppiare le sale e gli appartamenti. Ma la crisi del settore e le verifiche di stabilità complicano il rilancio dell’edificio ideato da Morandi

Le ultime proiezioni risalgono al giugno del 2018. Poi il Cinema Maestoso, come ogni anno, ha calato la saracinesca. In quell’occasione non per la consueta pausa estiva. Bensì per avviare una riqualificazione a cui, i residenti, guardano con molta attenzione.

La storia del cinema

Il Maestoso è stato il primo multisala realizzato nella Capitale. Ideato dall’architetto Riccardo Morandi, concentra nello stesso edificio un mix di funzioni. Oltre al cinema ci sono infatti anche appartamenti e locali commerciali che però, da anni, hanno smesso di ospitare degli esercenti. Ma è soprattutto alle sale da proiezione a cui rivolgono l'attenzione gli abitanti della zona. Nel popoloso quadrante infatti, sopravvive solo un altro cinema. Poco se si considera che in passato, oltre al Maestoso, era presente all'Alberone anche il Cinestar (poi Nuovo Star) di via Michele Amari. 

L'attenzione dei residenti

Da due anni i residenti dell'intero quadrante ma anche i tanti romani che hanno varcato le soglie dello storico multisala, aspettano di vederne partire i lavori. La loro attesa non è però velata di rassegnazione. Al contrario sono piuttosto vivaci perchè organizzano iniziative e partecipano alle sedute di commissioni che, come quella che si è svolta lunedì 13 luglio in Campidoglio, hanno il fine di chiarire quali siano gli sviluppi sul Maestoso. Ammesso che ve ne siano.

La testimonianza

“L' Amministratore Unico della Immobiliare Appia 2015  ha riferito che sono in corso ancora delle verifiche sulla solidità strutturale dell’immobile  ha spiegato Francesco Abalsamo, il proiezionista che anima il gruppo Riapriamo il cinema Maestoso - Il progetto definitivo, che dovrebbe conservare invariato lo spazio dedicato alle sale cinematografiche e ridurre il foyer in favore di spazi commerciali, non è ancora stato presentato perché sarà finalizzato sulla base delle esigenze espresse dal futuro compratore/affittuario”.

La fattibilità dell'intervento

Il Coronavirus non rema a favore della riapertura dello storico Multisala. Come ha spiegato la proprietà nel corso dell’ultima commissione Cultura convocata in Campidoglio, si sta valutando “la fattibilità di salvare la struttura alla luce del relativo costo: se questo sarà esorbitante non potrà essere compensato dai ricavi potenziali, che sono in ribasso vista la crisi attuale”. Si tratta quindi di verificare “se l'intervento sarà fattibile o meno”.  Terenzio Cugia, amministratore delegato della società che ha acquistato l’immobile, ha spiegato che a seguito d’una “prima prova di carico” sono stati riscontrati “lievi movimenti nella struttura, da approfondire” e che attualmente “le verifiche sono ancora in corso”. 

Cosa prevede il progetto

Il progetto di riqualificazione che è stato presentato, ormai quasi tre anni fa, prevede il frazionamento delle 12 unità immobiliari esistenti nella parte superiore della struttura, trasformandole in 24 abitazioni più piccole. Le sale dovrebbero raddoppiare, divenendo otto, cosa che comunque porterebbe ad una contrazione dei posti, che scenderebbero da 1080 a 970.

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Lo spazio commerciale

E’ prevista anche la trasformazione della piazza antistante e la realizzazione di una zona commerciale interna dedicata alle attività di vicinato. Al riguardo "Nel progetto non c'e' un centro commerciale, ma negozi di vicinato autonomi e indipendenti” ha chiarito il progettista Beppe De Leo, per fugare i dubbi di quanti temono la trasformazione del Maestoso in un nuovo Happio. Tutte le operazioni, però, sono vincolate alla verifica della stabilità dell’edificio. La possibilità di veder sollevare le saracinesche, è legata a questa condizione.

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