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Degrado Villa Fiorelli: "Vogliamo la stessa attenzione riservata allo Scup"

Il Comitato Villa Fiorelli sollecita l'amministrazione a prendersi cura del patrimonio pubblico, a partire dall'omonimo parco. "Troppi sono gli immobili di proprietà comunale, inutilizzati ed abbandonati". Chiesto un tavolo di confronto

Le manifestazioni di solidarietà verso gli attivisti di Scup, per lo sgombero eseguito lo scorso giovedì, sono state immediate. Dalle istituzioni regionali fino a quelle municipali, non sono mancati gli attestati di stima e di rammarico verso un’esperienza portata brutalmente al capolinea.

I BISOGNI DEI CITTADINI - Tra i tanti attori istituzionali che si sono espressi sullo sgombero dei locali di via Nola, c’è stato anche il Presidente Susi Fantino. Nel rinnovare il proprio sostegno all’esperienza di Scup, il Minisindaco aveva anche commentato la scelta di apporre dei sigilli al Centro Sociale Corto Circuito. “La politica –  spiegava Fantino all’interno di un comunicato – deve interrogarsi su come rispondere al più presto ai bisogni di spazi e servizi di questi giovani e dei cittadini che, in questi anni, avevano reso questi due luoghi fondamentali per il tessuto sociale di tutta la città di Roma”.

LA RICHIESTA DI ATTENZIONE - Le osservazioni del Minisindaco non sono passate inosservate. Al contrario, sono state immediatamente colte dall’Associazione Villa Fiorelli. In una nota infatti, si è replicato al Presidente Fantino, spiegando che il degrado del parco e "le centinaia di bambini che da anni giocano in strutture fatiscenti e non a norma, meritino da parte degli amministratori del territorio, un’ attenzione istituzionale non inferiore a quella prestata alla controversa vicenda di SCUP”. In un altro passaggio, viene invitato il Presidente del Municipio ad una “simmetria di sensibilità”. Nel dettaglio viene fatto notare come “ I lavori di riqualificazione più volte annunciati non sono mai partiti, e quelli partiti sono miseramente arenati, lasciando al centro della piazza una voragine simbolo di un'amministrazione implosa su stessa e incapace di dare la benché minima risposta alle esigenze del territorio”.

IL CANTIERE ED I LAVORI ATTESI - In considerazione dei lavori previsti nel parco e delle conseguenti aspettative generatisi, si arriva ad una specifica richiesta. L’associazione chiede infatti d’incontrare il Presidente e di avviare un tavolo partecipato “per la definitiva chiusura del cantiere aperto nel 2011”. Il cantiere in questione “prevedeva la demolizione di alcune opere abusive, la realizzazione di una nuova sede per il CSA, nonché l’avvio dei lavori di riqualificazione del parco, già finanziati con i fondi di Roma Capitale”.

IL CENSIMENTO DEL PATRIMONIO - A proposito di Roma Capitale, l’Associazione non manca d’osservare come vi siano “Troppi immobili di proprietà comunale, inutilizzati ed abbandonati, o affidati secondo logiche di spartizione”. Viceversa, “potrebbero divenire luoghi di partecipazione sociale, di cittadinanza attiva, di promozione socio-culturale-sportiva, di rigenerazione metropolitana”. Un problema che, evidentemente, non riguarda solo il Municipio VII sebbene “nemmeno qui – aggiungono i referenti dell’associazione – esista un censimento aggiornato ed accurato di quegli spazi che potrebbero ospitare attività di questo tipo”.

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