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Appio Latino: rischia di chiudere una bottega storica, la tappezzeria Ferranti

La "Tappezzeria Ferranti" è stata testimone del cambiamento dell'Appio Latino nel corso degli ultimi 66 anni. Claudio Ferranti: "Facciamo questo lavoro da tre generazioni: tra i nostri clienti Alberto Sordi e Claudio Villa"

A Largo Pannonia c’è una bottega storica. Da almeno sessant’anni è approdata all’Appio Latino, ma la sua origine data 1928. All’epoca però, il negozio era al civico 19 di via Agri, vicino piazza Verbano. Ma da sessantasei anni l’attività della famiglia Ferranti si è spostata a ridosso delle Mura Latine. Ed ora rischia di dover lasciare la sede.

A RISCHIO CHIUSURA - “Al rinnovo del contratto l'ATER ha deciso di aumentare l'affitto del 130% ed in periodi come questi è come condannare a chiudere un'attività che prosegue ininterrottamente dal 1928” spiega Claudio Ferranti. “La mia è infatti la terza generazione. Prima di me il tappezziere lo avevano fatto mio padre Carlo e mia nonna. Ed io ci sono nato praticamente dentro, tant’è vero che ho delle foto in cui sono in braccio a mia madre, sulla porta del negozio”.

LA TRASFORMAZIONE DEL QUARTIERE - Nel corso degli anni, l’Appio Latino è cambiato. E la Tappezzeria è stata testimone di questa trasformazione. “Ricordo benissimo quando qui nel piazzale anziché la pavimentazione, c’era il brecciolino. E tra l’altro non c’erano neppure i marciapiedi, tant’è vero che le auto venivano posteggiate a ridosso degli edifici. Quando sono nato io inoltre, i platani di Largo Pannonia, quelli che rischiano di essere abbattuti per far posto al cantiere della Metro C, erano appena stati piantati”. Oggi sono così grandi, da essere considerati una sorta di monumento naturale. Nel frattempo gli esercizi commerciali del quartiere hanno lasciato l'attività. “Molti di quelli che erano nei locali dell'Ater hanno chiuso. Chi prima chi dopo - sottolinea Claudio - il negozio di abbigliamento ha chiuso da dieci anni, lo storico fornaio Demofonti da tre o quattro, il barbiere da una vita  ed anche lo studio medico, che aveva almeno tre vetrine, non c'è più. A loro posto non è arrivato nessuno.

I CLIENTI VIP - L’attività della famiglia Ferranti, si è sviluppata in tutta la Capitale. “Sulla via dei Laghi ricordo che c’era la casa di Claudio Villa, dove abbiamo fatto dei lavori. Poi tra i  clienti vip ricordo Gigi Sabani, che abitava in via dei Banchi Nuovi. Dopodichè potrei citare tutti i locali di Bornigia, dal Piper al Gilda, compreso quello on the beach; l’Alien a via Velletri, il Veleno in via Sardegna e tanti altri”. L’elenco è lungo. “Tra i clienti abbiamo avuto anche la famiglia Sordi. La sua villa la ricordo bene, ci sono andato diverse volte quando c’era ancora il suo autista, Arturo. Ricordo che Alberto Sordi aveva una sala da barbiere in casa ed anche una sorta di cinema, oltre che una piscina molto particolare che io non ho mai visto riempita d’acqua. Forse perché, come dire, era 'parsimonioso'. A casa sua abbiamo rifatto il salottino, ovvero il rivestimento di un divano a due posti e due poltrone. Anche le tende nuove. Quelle però - rammenta il tappezziere - ce le chiese Aurelia, la sorella”.

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