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Alberone, "il cantiere dell'ex Stefer è una vergogna, ruspe che passano sopra il mio terrazzo"

La denuncia di un residente di via Raffaele De Cesare, che si è rivolto invano a Polizia Municipale, Ispettorato del Lavoro e Municipio. "Non posso credere che la distanza del cantiere da casa mia rispetti le norme di sicurezza"

Il cantiere fotografato dalla terrazza di via Raffaele De Cesare

Disagi a viabilità e pedoni, oltre a rumori assordanti che vanno avanti da mesi. Che il cantiere per il Centro Polifunzionale di via Appia Nuova avrebbe creato qualche problema al quartiere era stato annunciato. E poi confermato nei mesi successivi all'arrivo di ruspe e impalcature. Ma qualcuno descrive scene surreali senza essere ascoltato.

LA DENUNCIA - Il signor Pacifico abita al civico 30 di via Raffaele De Cesare, nella zona dell'Alberone, a ridosso del cantiere che dallo scorso gennaio sta intervendo per la riqualificazione della sede dell’ex Stefer. Qui, salvo cambi in corsa, dovrebbe sorgere un parcheggio, spazi in concessione a privati, e nuovi locali dove spostare il vicino mercato rionale. Buono o no per il quadrante, chi denuncia ha ben altro a cui pensare. 

"CARICHI SOSPESI SOPRA IL TERRAZZO" - "Volevo portare a conoscenza lo schifo che stanno facendo nel costruire il centro appio". Ma forse "schifo" non è il termine giusto. Meglio parlare di evidenti 'anomalie', dal momento che il balcone del cittadino sembra inglobato nel cantiere. "Passano continuamente con carichi sospesi sopra il mio terrazzo" racconta Pacifico "a distanze che non posso credere siano previste dalle norme di sicurezza".

"MI RIVOLGERO' ALLA PROCURA" - Difficile da credere sì, guardando le immagini inviate. La distanza tra il cantiere e l'appartamento è veramente minima, qualche metro, i due palazzi quasi si sfiorano. Il residente si è rivolto, con atti di denuncia, all'Ispettorato del Lavoro, alla Polizia Municipale, al Municipio. Nessuna risposta. Con il suo legale sta preparando il materiale per un esposto in Procura.

CAOS RUMORI - Il tutto sopportando un caos assordante già certificato anche da Arpa Lazio. L'ultima ispezione dell'azienda regionale, su richiesta del Comitato di Quartiere, è avvenuta a Luglio. A quanto emerso sarebbe stato imposto al cantiere il rispetto degli orari di riposo, disponendo ai lavori la sospensione nelle fasce orarie di garanzie. Rimedi che però non sembrano aver risolto granché. "Ormai ci siamo quasi abituati, ma i rumori che sentiamo tutti i giorni sono una vergogna". 

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