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SCUP torna sotto sfratto sgombero: RFI rivuole l’immobile gestito allo spazio sociale

Come già accaduto durante la precedente amministrazione, gli attivisti di SCUP devono fronteggiare una nuova richiesta di sfratto. SCUP: "Non ci arrendiamo"

Non c’è pace per SCUP! Lo spazio sociale, dopo esser stato costretto ad abbandonare l’immobile di via Nola, deve ora riconsegnare anche i locali di via della stazione Tuscolana.

SCUP sotto sfratto

“Il 7 settembre RFI (Rete Ferroviaria Italiana), proprietaria degli stabili di via della Stazione Tuscolana concessi in comodato d’uso gratuito a Scup due anni fa, chiederà agli attivisti di riconsegnare le chiavi dell’immobile con la scusa di una presunta inadempienza burocratica” si legge in un post pubblicato sulla pagina facebook di SCUP! acronimo che sta per “Scuola e Cultura Popolare”.

La storia di SCUP

Nato dall'occupazione degli spazi abbandonati di via Nola 5 nel 2012, SCUP é stato sgomberato da San Giovanni nel maggio del 2015. Da quella vicenda è però immediatamente derivata l'attuale esperienza, che ha trovato nuova linfa nei capannoni vuoti che erano presenti in via della Stazione Tuscolana 82-84b. Da allora SCUP è diventato un punto di riferimento per il quadrante e per quanti, all’interno dei locali di RFI, hanno potuto beneficiare delle attività sportive e culturali che frequentemente vi sono organizzate.

Lo spazio poi, nel dicembre 2018,  è stato concesso in comodato all’Associazione di promozione sociale che fa capo a SCUP. Ed in virtù del suo utilizzo, l'Aps è anche riuscita ad ottenere la rimozione dell’amianto presente nello stabile. Una vittoria per gli attivisti ma anche per il quartiere, visto che i capannoni si trovano a poca distanza da numerosi edifici residenziali.

Il silenzio delle istituzioni

La richiesta di restituzione dell’immobile, di cui si apprende nell'appello lanciato dallo spazio sociale, è arrivata nel silenzio delle istituzioni. “Un silenzio che sa di ostilità  se pensiamo ai recenti attacchi al Nuovo Cinema Palazzo, alla Casa Internazionale delle Donne e alla Casa delle Donne Lucha y Siesta, tutti luoghi che come SCUP animano la vita culturale, politica e sociale della città e che il Comune si rifiuta di riconoscere e difendere” hanno sottolineato gli attivisti di SCUP. 

Nessun attestato di solidarietà

“Dove sono oggi il Vicesindaco Luca Bergamo, la presidente del VII Municipio Monica Lozzi, e le tante personalità politiche della Giunta che hanno sbandierato in questi mesi la partecipazione e la democrazia dal basso? Dov’è, di fronte a questi attacchi, la sinistra politica che vorrebbe rappresentare un'alternativa al governo di Roma?”

SCUP lancia la mobilitazione

Domande che restano senza risposta. E su cui, probabilmente, torneranno ad interrogarsi gli attivisti di SCUP che hanno dichiarato l'intenzione di "non rassegnarsi". E per questo hanno rilanciato, come avvenne anche in occasione degli accessi effettuati dall'ufficiale giudiziario nel 2012, "invitando tutti e tutte, il 7 settembre alle ore 12 per una conferenza stampa". Sarà quella l'occasione per ribadire l'intenzione di non riconsegnare le chiavi di quello che, per molti anni, prima dell'arrivo di SCUP, è stato un immobile abbandonato, fonte di degrado per l'intero quadrante. 

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