San GiovanniToday

Parco della Caffarella: prosegue il braccio di ferro tra decoro e degrado

Ancora rifiuti abbandonati nel polmone verde del parco dell'Appia Antica. Ma anche tante iniziative per ripulirlo, come quella che ha visto impegnarsi cento studenti della John Cabot University

Foto dal gruppo Fb Comitato Caffarella

La foto di un materasso matrimoniale abbandonato nel parco della Caffarella, rappresenta un colpo al cuore per i migliaia di romani che, settimanalmente, sono abituati a frequentarla. Fortunatamente, si tratta di un caso limite. Ed anzi, è giusto sottolinearlo, proseguono le iniziative per valorizzare il polmone verde del Parco dell’Appia Antica.

LA DISPONIBILITA' DEI VOLONTARI - Sabato 27 settembre,  “nell'ambito della campagna di ‘clean up the world’  è stato organizzato dalle istituzioni internazionali di Roma, come FAO e IFAD, una giornata di pulizia straordinaria della Caffarella, in collaborazione con l'Ente Parco, l'AMA e il Comitato per il Parco della Caffarella” leggiamo sulla pagina facebook di quest’ultima organizzazione. Per l’occasione un  centinaio di persone, soprattutto studenti della John Cabot University, hanno dato una pulita al parco”.

UN CESTINO INSUFFICIENTE - Prosegue poi la campagna “meno monnezza e più bellezza”, che prevede l’eliminazione dei cestini all’interno del parco. I rifiuti, devono necessariamente essere conferiti all’esterno delle aree verdi anche se, da questo punto di vista, vogliamo segnalare delle criticità. All’ingresso posto tra via Carlo de Bildt e via Gennaro Mondaiani, abbiamo notato l’assenza di qualsivoglia cassonetto. Al loro posto, un semplice ed inutile cestino d’alluminio che, evidentemente, non è in grado di raccogliere i rifiuti dei tanti visitatori che lì davanti transitano. Il risultato, è intuibile: tutt’intorno si è creata una microdiscarica.

IL PONTE SULL'ALMONE - Infine, sul ponte posto sopra il fiume Almone, sull'ingresso al parco che dà sulla Fonte Egeria, abbiamo notato delle transenne. Ci sono da alcuni giorni e sono state causate, molto probabilmente, dal cedimento dei vecchi parapetti presenti sui due lati della struttura. La soluzione trovata per mettere in sicurezza il ponte, che comunque risulta percorribile, sembra davvero troppo estemporanea. E degradante per le sorti di un fiume su cui, i cittadini del Comitato per il Parco della Caffarella, da anni spendono molte energie.

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